le persone

Ma cosa credono di fare questi due?

Era il pensiero di chi ci ha visto arrivare alla fattoria un giorno di primavera di una quindicina d’anni fa. Avevamo sempre vissuto in città. E la vita di campagna era fatta solo di lunghe corse estive tra i filari. Ma gli eventi ci avevano catapultati qui all’improvviso e caricato sulle spalle un’intera azienda agricola. Con quelle viti c’eravamo cresciuti e quella storia ci apparteneva più di quanto ci fossimo resi conto fino a quel momento. Non ci siamo detti molto, ci siamo guardati intorno e abbiamo cominciato a fare.

Innamorarsi della terra, così.

Che ne sapevamo noi di vigne e uliveti? A starci in mezzo però ti nasce l’amore per questo lavoro e per i suoi frutti. Perché alla fine l’amore è una cosa inevitabile, come tra nostro nonno Ezio, ceramista di Castelli, e questa terra che la nonna aveva portato in dote, o tra nostro padre Bruno e l’idea di farla diventare nei primi anni ’70 un’azienda vinicola moderna lasciando Roma e il lavoro che aveva. La storia dell’azienda è una storia di famiglia, benedette tradizioni.

Chi sono

I due fratelli prendono in mano l'azienda nel 2000. Si dividono i compiti secondo le inclinazioni dei rispettivi caratteri. Elena ha un carattere più versatile e ama affrontare sempre nuove situazioni, per questo sceglie di occuparsi delle vendite che la vedono impegnata a viaggiare nel mondo dove l’azienda esporta l’80% della produzione. Inoltre, in collaborazione con il giovane e dinamico gruppo di lavoro aziendale, segue tutte le fasi del ciclo produttivo. Alessandro ha bisogno di avere tutto sotto controllo. Per questo sceglie di essere sempre presente in azienda per occuparsi principalmente degli aspetti amministrativi. È lui, sempre in prima linea, a risolvere i problemi, il primo referente per tutti i collaboratori aziendali.

la terra

Quello che si fa in cantina nasce nella vigna.

La nostra tenuta ha un terreno, un clima, una distanza dal mare che sono di questo posto e solo di questo. Esiste una fragile ma prepotente natura del luogo che chiede di essere ascoltata. E proprio perché ci sentiamo contadini abbiamo imparato a rispettare la terra. E operiamo con tutte le attenzioni che il biologico ci chiede, lasciando alle erbe spontanee che crescono tra i filari il compito di ossigenare e arricchire la terra.

Rispettare la terra e la biodiversità.

Crediamo nella biodiversità, tanto che i nuovi vigneti derivano da ceppi scelti delle nostre vecchie vigne, perché ciò che di buono era nel passato possa essere rilanciato nel futuro. Rispettare la terra significa anche non gravare sulle sue risorse, così abbiamo scelto fonti rinnovabili e oggi l’intera azienda funziona con l’energia solare.

Che posto è

La Fattoria Nicodemi è a Notaresco, nel cuore delle Colline Teramane, e si estende su 38 ettari di tenuta collinare di cui ben 30 vitati a corpo unico. L’esposizione è a sud-est, l’altitudine attestata sui 300 metri, con il massiccio del Gran Sasso a guardarle le spalle, e il mare a circa 10 km. a spettinarla con la brezza che rende fresche le serate estive. Qui le viti godono di un’escursione termica e di una ventilazione salutari per la maturazione dei loro frutti e tutte affondano le radici in una terra ricca di calcare e argilla, che dà ai vini la personalità che i fratelli Nicodemi vogliono esprimere. Per questo hanno scelto di lavorare i vigneti con un protocollo biologico senza l’impiego di erbicidi, pesticidi o fertilizzanti chimici. Per questo hanno preferito l’inerbimento spontaneo permanente tra i filari. Per questo i nuovi vigneti sono stati reimpiantati con una selezione massale proveniente dalle vecchie vigne.

il vino

La materia vuole chi è capace di darle forma.

Senza il gesto dell’uomo, la materia non può essere nulla. Mettere mano ai frutti della terra e renderli unici con un’interpretazione che è solo la nostra, come uno scultore che sbozza fuori la sua anima dal marmo. Con gesti attenti e rispettosi delle uve, l’esperienza ci aiuta a farle diventar vino senza forzature e con il minimo intervento, per un risultato capace di durare nel tempo.

Lasciare posto all’essenziale.

Fare il vino richiede molta pazienza, rispetto della tradizione e velocità d’innovazione. Ci piace che i nostri vini parlino con fierezza la lingua della territorio che li produce. Perché allora non provare a liberarli da tutte quelle lavorazioni imposte da gusti e tendenze? La sfida vera era ritrovare l’autenticità e l’essenza dei frutti della terra. Montepulciano e Trebbiano, soltanto loro e il loro carattere. Less is more.

Che vino è

Ogni anno produciamo 200.000 bottiglie soltanto da uve di vigneti di proprietà. E sono soltanto uve autoctone, Montepulciano e Trebbiano, declinate nelle denominazioni Montepulciano d’Abruzzo Colline Teramane DOCG e Trebbiano d’Abruzzo DOC. Oggi l’imperativo è mettere il territorio davanti a tutto e la mano dell’uomo come valore aggiunto. Se si segue la natura, il vino diventa lo specchio della terra e dell’anima di chi li produce. Ciò che li guida è la consapevolezza che il vino è, e dev’essere, espressione di terra, di vigna e di cultura.

l’idea

Il destino di inseguire l’onda perfetta.

Per fortuna questo lavoro ci ha reso degli eterni insoddisfatti. E così ogni anno a inseguire la vendemmia perfetta, come l'onda per i surfisti. Ma il vino perfetto è sempre quello della prossima annata. E ogni anno i nostri gesti raccontano una storia vissuta tante volte e mai uguale: l’aspettativa che cresce mentre nascono le prime foglie, quando i grappoli maturano, quando assaggiamo il vino dalla botte con la speranza che sia quello che avevamo in testa. La grande utopia che ci accompagna, l’aspetto più magico ed affascinante del far vino: godere del conflitto tra la qualità desiderata e quella percepita.

Ritorno al futuro.

Siamo partiti dalla fattoria di nonna ieri e siamo tornati alla fattoria oggi. E con la consapevolezza che la nostra arte di “allevare la vite” e di fare il vino nasce dalla sintesi degli opposti: passato e presente. Perché sappiamo che il vino è la sfida continua alla ricerca di un carattere e di un’identità. E nel nuovo marchio Nicodemi c’è la nostra storia per intero, quella che è stata e quella che sarà.

Chi li beve

Questi vini piaceranno sicuramente a chi ha sete di conoscenza. Chi beve i vini Nicodemi ricerca l’identità del prodotto legata al territorio, insegue vini di carattere, con una storia da raccontare. Per questo i vini Nicodemi si stanno facendo strada anche in paesi lontani tra coloro che amano bere il sapore delle Colline Teramane.

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